La parrocchia del Santissimo Redentore racconta una fase diversa della storia religiosa di Monserrato rispetto alle chiese più antiche. È un edificio del secondo dopoguerra, nato mentre la città e l’area metropolitana stavano cambiando rapidamente.
La costruzione
La prima pietra fu posata nel febbraio 1955 sotto la direzione dell’arcivescovo Paolo Botto. La costruzione proseguì per molti anni e l’inaugurazione avvenne il 29 giugno 1970, quindici anni dopo l’avvio dei lavori.
Architettura moderna
L’edificio ha una grande navata rettangolare, indicata dal Comune in circa 15 per 40 metri, con copertura a capanna e una croce stilizzata. Accanto alla chiesa si innalza una torre campanaria a sezione quadrata, alta circa ventisei metri. La facciata in pietra si apre su una piazza ampia e mantiene un linguaggio molto diverso dall’architettura storica di Sant’Ambrogio o Santa Maria Vergine.
Un luogo del secondo Novecento
La storia del Redentore aiuta a leggere la crescita urbana di Monserrato nel dopoguerra. Non è soltanto una parrocchia: è un segno della nuova geografia della città e della necessità di nuovi spazi comunitari in una fase di espansione.
Il rapporto con il monumento al Redentore
La parrocchia non va confusa con il monumento al Santissimo Redentore di via del Redentore, legato invece al Giubileo del 1900 e inaugurato nel 1907. Le due testimonianze appartengono a momenti storici diversi e, lette insieme, raccontano la continuità del culto nel corso del Novecento.
Informazioni pratiche
La chiesa si trova in via San Lorenzo 8. Il Comune segnala ingresso e parcheggio accessibili in sedia a rotelle. Per orari delle celebrazioni e attività parrocchiali è necessario verificare direttamente i canali della parrocchia.
