Per gran parte del Novecento il Cinema Moderno è stato uno dei luoghi di spettacolo e aggregazione più riconoscibili di Monserrato. Le fonti disponibili concordano nel collocare la nascita dell’edificio nel 1921 e nel ricordarlo come una delle prime sale cinematografiche della Sardegna e come un riferimento per il Campidano.
La nascita nel 1921
Una ricostruzione pubblicata da Teatro.it attribuisce la realizzazione della sala all’imprenditore Salvatore Nonnoi, insieme al figlio Gigi e ai generi Genesio Spiga ed Emanuele Foddis. Il dato è ripreso anche nella storia successiva del Mo.Mo.Ti, che ha restituito all’ex cinema una funzione culturale.
Il mestiere del proiezionista
Il documentario L’ultimo pizzaiolo, dedicato ai vecchi proiezionisti delle monosale sarde, raccoglie anche la testimonianza di Luciano Cancedda. La fonte del festival La Valigia dell’Attore ricorda che Cancedda lavorò nel cinema dal 1957 e divenne proiezionista del Moderno di Monserrato fino alla chiusura della sala.
Dalla chiusura alla discoteca e al teatro
Una ricostruzione pubblicata da L’Unione Sarda riferisce che il cinema chiuse nel 1980 e che, per circa un anno, il locale fu utilizzato come discoteca. La stessa fonte racconta la successiva trasformazione in teatro. Questo passaggio viene riportato con prudenza perché, allo stato attuale, non abbiamo ancora individuato un archivio amministrativo primario che documenti nel dettaglio quella breve fase.
Mo.Mo.Ti e la nuova vita culturale
Is Mascareddas documenta l’inaugurazione di un nuovo teatro a Monserrato il 20 novembre 2008, poi denominato Teatro Mo.Mo.Ti, acronimo di Monserrato Cinema Moderno Teatro Internazionale. Fondazione CON IL SUD documenta inoltre il progetto di recupero dei locali dell’ex Cinema Moderno come patrimonio storico, artistico e culturale.
Fotografie storiche già conservate
Nel fondo fotografico privato già inventariato da Monserrato.it risultano due immagini descritte come “Ingresso cinema Moderno anni 20” e “Cinema Moderno e circolo anni 50 – 60”. I file sono conservati ma non pubblicati perché i diritti di riproduzione devono ancora essere chiariti.
